L’utilizzo della comunicazione

L'utilizzo della comunicazione

Variabili di un Confronto

La comunicazione tra esseri umani viene usualmente definita come uno scambio di informazioni tra persone, siamo in grado di parlare creando moltissime frasi, possiamo esprimerci in diverse lingue e creare diverse relazioni; gli atteggiamenti, i comportamenti, gli sguardi, i silenzi, l’inattività e le passività, rappresentano quella componente emotiva che è fortemente influenzata dalle diverse personalità in relazione tra di loro e che creano il cosiddetto canale di comunicazione verbale e non verbale. Ogni persona infatti, si rapporta al mondo che lo circonda non solo in base alle proprie percezioni ma anche al concetto di sé, alla sua storia personale, ai propri bisogni affettivi, alla cultura, ai propri valori e ruoli di riferimento, sociali e professionali.
In realtà si tratta di un processo inconsapevole, scatenato da meccanismi percettivi e soggettivi che possono influenzare la comprensione e rendere inefficace, viziata e problematica una comunicazione.
Per quanto semplice possa sembrare, esprimere il proprio pensiero risulta a volte molto faticoso e non sempre l’interlocutore ha il tempo, la voglia e l’interesse di dare spazio alle tue difficoltà.
E con il tempo la difficoltà di comunicare può creare ostacoli, facendoti apparire debole, schivo, disinteressato ai temi attuali che la società impone.
Ma cosa manca ad una comunicazione per poterla definire inefficace?​
E cosa c’è, dietro una comunicazione definita invece, efficace.
Sembra un gioco di parole…
Ma in realtà, è ciò che ci appartiene quando siamo chiamati al confronto familiare, professionale e sociale…
I meccanismi che entrano in gioco sono diversi, ma proviamo ad osservare quelli che probabilmente sono tra i più discussi durante i momenti fondamentali delle nostre giornate.

Cervello Emotivo e Motivato?

Quante volte sarà capitato di dire o sentire…
Ho la sensazione di…, ho la percezione che…. ecc.
Gli scambi continui che avvengono da e verso il nostro corpo, ci permettono di cogliere il sentimento provato in un dato momento e di elaborare un’informazione in modo automatico, che non sempre è corretta, in quanto potrebbe essere viziata da una percezione costruita solo dal nostro cervello, generando anche distorsioni della realtà.
Il cervello è un sistema complesso formato da strutture che tra loro interagiscono, al centro del quale si trova il “sistema limbico” e altre aree definite, corteccia cerebrale ed ipotalamo che insieme coordinano le attività cerebrali e sono sede di meccanismi che mediano le emozioni, motivazioni e comportamenti.

Il sistema limbico, le strutture del cervello

Infatti, strettamente associata all’emozione è la “motivazione”, quell’impulso che guida le nostre azioni.
Diverse teorie, non tutte validate da evidenze sperimentali, attribuiscono un ruolo fondamentale al cervello nelle elaborazioni delle emozioni e attraverso un’immagine provo a condividere questo concetto.

Il ciclo delle emozioni
Il ciclo delle emozioni, le strutture coinvolte

Le strutture che vediamo sono coinvolte nella produzione di emozioni, sia perchè ne elaborano le sensazioni, sia perché producono le risposte ad esso associate. Le aree corticali di associazioni integrano pensieri ed informazioni sensoriali comunicandoli al sistema limbico, quest’ultimo crea le emozioni, di cui però non siamo consapevoli, finché non vengono trasmesse alla corteccia per la percezione. Nel frattempo, il sistema limbico comunica le emozioni anche all’ipotalamo, che è responsabile delle risposte associate alle emozioni, inclusi cambiamenti ormonali, ad esempio rilascio di adrenalina, oppure risposte motorie come un atteggiamento minaccioso e risposte vegetative, ad esempio stati di agitazione che inducono un’alterazione della nostra frequenza respiratoria e cardiaca.

Rapporto tra Pensiero e Linguaggio

A questo punto mi sembra chiaro, che le emozioni che si scatenano sono provocate da stimoli esterni e… la tristezza, la rabbia, la paura, la felicità, il disgusto, la sorpresa, le manifestiamo attraverso alterazioni fisiologiche, psicologiche ma anche comportamentali, giuste o sbagliate, sono segnali che il nostro corpo comunica al nostro interlocutore, che a sua volta avrà dato sfogo ad un pensiero o azione sulla base della comunicazione ricevuta.
Ma cosa ci assicura che quella reazione un po’ modo e un po’ metodo sia stata corretta?
Non sempre e non subito si può avere una risposta….
Ma sarebbe forse giusto iniziare a guardare chi ci sta davanti con interesse senza preconcetti, dare ascolto senza interrompere, creare una connessione di ascolto reciproco che possa portare alla soluzione, di un eventuale problema, se esiste.
Questo potrebbe creare una comunicazione efficace tra persone che esercitano un ragionamento, che attivano e sfruttano il pensiero per analizzare, valutare, dedurre e creare, applicando un filtro che vorrei definire “Attenzione” che può dare finalità risolutive.
Facile è comprendere che senza il Signor filtro “Attenzione” non si potrà pretendere una comunicazione efficace, in quanto, i dati importanti verranno persi durante un tentativo di decollo.

Dare e Ricevere Attenzione

Dopo aver utilizzato parole come: Sensazione, Percezione ed Emozione… Non poteva mancare “Attenzione”.
Se mi soffermo a pensare all’Attenzione, in breve vi direi…
Mi piace immaginarla come una centrale di energia, carica di elementi pronti ad esplodere… Piccole schegge che arrivano a toccare il cuore di chi viene ascoltato, aiutato, amato.
Una persona attenta è una persona interessata, qualcuno che è lì per voi… pronto a comunicare con un gesto o attraverso una parola, un messaggio.
Una persona che ha la voglia di farvi sentire coinvolti, durante un discorso, oppure condividendo il lavoro ma anche in un semplice gioco tra le parti…, quella persona, diventa quel qualcuno in grado di portarvi all’interno di un viaggio infinito, dove tutto sembra assumere un senso e qualcosa inizia a prendere forma.
Si chiama Costruzione…
Quando scatta questa sintonia è probabile che senza rendervi conto vi lasciate andare e il vostro corpo avverte una sensazione di piacere, lo stato di agitazione inizia ad abbandonarvi, la paura e l’ansia fanno posto al coraggio e alla voglia di costruire rapporti umani e nel contempo si fortifica la propria sicurezza che si rifletterà in chi ci sta attorno, e quel piacere che si sta provando, sarà una risposta emozionale attivata da quegli impulsi sensoriali già citati, che ci daranno quelle forti motivazioni pronte a guidare le nostre costruttive azioni.
D’altronde però, le nostre condizioni psicologiche possono anche essere mutevoli, si può essere nervosi e contrariati, andando incontro a quel tipo di comunicazione inefficace che per ragioni varie e non fisiologiche, difficili da capire e definire, creano ostacoli comunicativi, questo accade perché gli stati emozionali sono molto soggettivi, differiscono tra le persone che vivono identiche situazioni e variano anche in relazione alle differenti circostanze in cui questi si verificano.

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